Quando il problema è alla radice del dente

Quando il problema è alla radice del dente

24 Gen 2020

Alla maggior parte di noi è noto com’è dolorosa la carie di un dente soprattutto quando i batteri raggiungono la parte interna e vitale del dente , la polpa , volgarmente chiamata “nervo” , che contiene arteriole , piccole vene e filamenti di terminazioni nervose . Quando questo avviene , la polpa può andare incontro ad infiammazione ed infezione , provocando una sensazione di fastidio al caldo e/o al freddo con una forte percezione del dolore che aumenta progressivamente sino a trasformarsi in una tipica infezione acuta chiamata pulpite (infiammazione della polpa ) , caratterizzata da un dolore acuto e spontaneo . In questi casi sarà necessario un trattamento endodontico o canalare ( devitalizzazione del dente )  , ovvero la sostituzione del tessuto rimosso con materiali che hanno il compito di otturare , tridimensionalmente , i canali contenuti all’interno delle radici .

Questi complessi trattamenti sono supportati dall’utilizzo di  strumenti manuali e ruotanti e l’uso di svariate tecnologie elettroniche di supporto . I canali radicolari , infatti , richiedono una adeguata pulizia e sagomatura , operazioni che l’odontoiatra esegue utilizzando strumenti  detti endodontici . Oltre che  la sagomatura , che può essere manuale o meccanica , la detersione e la disinfezione ( passaggi fondamentali ) si ottengono con l’ausilio di sostanze irriganti e antibatteriche . In questo modo solo il canale pulito e disinfettato , a regola d’arte , potrà accogliere l’otturazione con ottime percentuali di successo a lungo termine .  Attualmente le sofisticate tecnologie hanno ridotto di molto i tempi della terapia endodontica . Tuttavia i tempi possono essere variabili sia per il tipo di dente e sia per le scelte terapeutiche dell’odontoiatra . Vediamo le varie fasi della terapia . Per prima cosa l’odontoiatra effettua l’anestesia , isola il dente , entra nello stesso con delle specifiche frese per aprire la camera pulpare e cerca la porta d’ingresso dei canali .

Una volta trovata l’entrata per ogni canale ,  entra con gli strumenti endodontici manuali per controllare il percorso e la lunghezza del canale arrivando fino all’apice della radice . Questa lunghezza viene misurata con uno strumento chiamato localizzatore apicale ( una sorta di radar endodontico ) e viene confermata con una piccola radiografia .  A questo punto vengono tarati tutti gli strumenti sulla lunghezza di lavoro e si procede a sagomarli e a detergerli utilizzando frequenti lavaggi disinfettanti a base di ipoclorito di sodio o con altri detergenti , in modo da ottenere una ottima decontaminazione batterica . In presenza di gravi forme infiammatorie ( denti con ascessi o necrotici) la disinfezione può essere ripetuta nel corso di più appuntamenti effettuando delle medicazioni intermedie . Infine si procede all’otturazione dei canali , utilizzando dei materiali di riempimento termoplastici    A terapia endodontica completa è necessario un controllo radiografico per verificare che  l’otturazione del canale sia stata eseguita sino all’apice della radice  .  Infine si procede al restauro del dente ( otturazione ) .

In conclusione è doveroso dire che il dente trattato endodonticamente , a distanza di mesi o anni può ripresentare dei problemi dovuti :  una nuova carie che espone nuovamente i canali ad una contaminazione batterica o per un trauma ( mordere il classico nocciolo d’oliva)   che potrebbe causare la frattura della radice con conseguente infezione dell’osso ad essa circostante . Questa disciplina dell’odontoiatria è complessa e necessita di tanta pazienza, sia da parte dell’operatore che del paziente , ma alla lunga il risultato paga e , come si suol dire , arrivare alla radice del problema … aiuta a risolverlo prima e meglio !

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