Estetica del sorriso

Estetica del sorriso

20 Gen 2020

Estetica dal greco “aisthesis” , che significa sensazione , percezione , è la scienza filosofica che ha per oggetto lo studio del bello . Il termine estetica , rapportato all’odontoiatria , va distinto dal termine cosmetica , dal greco “kosmesi”, ornamento , che significa rinnovamento di facciata soltanto apparente , arte che cura la conservazione della bellezza . In questo contesto , oggi l’odontoiatra , non deve occuparsi solo del lato tecnico della dentatura , ma anche dell’estetica del sorriso e il dentista si può considerare come il “medico del sorriso” , con tutti i risvolti sociali che questo comporta.  L’intento è stato quello di analizzare come cambia la prestazione odontoiatrica con il mutare e il crescere del rilievo sociale del sorriso,  tanto di chi soffre di patologie odontoiatriche , quanto di chi invecchia , tanto di chi ha bisogno di restauri quanto di chi chiede interventi estetici .

Da un punto di vista psicologico ci sono le fobie legate al viso più che altri distretti del corpo umano . C’è la paura di vedersi invecchiare e di andare incontro a difetti di masticazione , questo perché il volto è la regione del corpo più importante dal punto di vista espressivo e comunicativo . E’ il canale privilegiato per la manifestazione delle emozioni , degli atteggiamenti  interpersonali .  C’è una stretta connessione tra emozione ed espressione e c’è anche una paura sociale di mostrare “brutti denti” . Accanto a questi aspetti psicologici ci sono le richieste dei pazienti di interventi in rapporto all’estetica e alla valenza sociale . Ma in questo contesto , l’odontoiatra , ha l’obbligo di spiegare  al paziente , che spinge per un viso perfetto e per un sorriso televisivo , che la riabilitazione professionale del sorriso , deve trovare un senso di unicità in ogni individuo e non conformarsi a modelli imposti dalla moda del momento . Da una parte , il sorriso non è solo un mezzo di comunicazione dei sentimenti o delle emozioni , ma l’aspetto dentale incide sull’autostima della persona e influenza il giudizio che i nostri interlocutori emettono sulle nostre capacità intellettive , sulla nostra competenza sociale , ossia è un vero e proprio mezzo di proiezione psicosociale .

Dall’altra , siamo in un epoca in cui vanno di moda i sorrisi standardizzati , artificiali con denti al massimo candore . Dobbiamo interrogarci se ciò che cerchiamo nella società è il consenso a un sorriso falso o , più sinceramente , se abbiamo bisogno di integrarci , di stare bene con gli altri . Ci sono due componenti che annunciano la veridicità o spontaneità di un sorriso : il primo è l’individualizzazione fisiognomica , quella persona è contraddistinta da quel sorriso ; il secondo è la genuinità del sentimento : quando si prova vera gioia , per esempio , si contrae un muscolo dell’angolo degli occhi ( sorriso di Duchenne ) producendo un sorriso spontaneo , cosa che , non accade nel sorriso forzato ( quello delle hostess che stirano le mascelle per cortesia di fronte ai viaggiatori ) . Cosi anche i denti bianchi , sono solo una parte dell’attrattiva di una persona . E’ fondamentale che l’odontoiatra  insegni al paziente a distinguere tra reale necessità e desiderio di una terapia . La richiesta sempre più frequente di  sorrisi artificiali , ultrabianchi , ottengono sovente più al desiderio che alla reale necessità .

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